Le mie poesie
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Acquista il libroAlcune delle poesie più significative della poetica di Riccardo Maria Gradassi sono state inserite in antologie.

L'antologia della letteratura italiana del XX secolo (Edizioni Helicon) riporta:
"La poesia di Riccardo Maria Gradassi ha appartenenze e valenze universali ed è il prodotto della meditazione profonda e dell'approdo naturale, anche se giovanile, di ogni porto che l'Autore tocca, penetra nelle fibre più profonde e le pervade con una melodia non esente da una velata malinconia: "Medito il tuo sguardo fanciullo/...Medito quelle oscure e fredde montagne/... Medito tutto ciò che di real esiste/in un mondo che metafisico rimane..." da Medito. Immenso resta lo sfondo inaccessibile appena intuito ed il trascendente è il sogno della mente, del cuore, oltre la stessa vocazione poetica e sentimentale del poeta. in A Maria Rita Vergini l'espressione limpida e franca è una tastiera musicale di freschi sentimenti, arricchita dalla spontaneità delle molte metafore tra cui vale la pena ricordare: "...Ma tu sei come un ruscello/...splendida luce, candido acquerello./...Sei tu l'immago della spietata ragione,/sei tu l'immago della pura esistenza." metafore che divengono trasparenti nell'onda del sentimento, ma anche ineffabili e piene di mistero. La tecnica espressiva del giovane poeta è straordinariamente congrua al tema in un tutto omogeneo con i contenuti, atta a moltiplicare sensazioni ed emozioni nel fruitore.

MEDITO

Medito il tuo sguardo fanciullo
che si perde tra le siepi della vita
tra il semplice e verde albero brullo,
tra i pensieri che tracci con la matita.

Medito quelle oscure e fredde montagne
nella notte avvolte tra le stelle:
medito le piccole marroni castagne
in circolo unite come dolci sorelle.

Ed il sole è forza per la mia mente
per ciò che veder posso e tocco,
per lo sguardo dolce e sovente
che di neve mi tocca con un legger fiocco.

Medito tutto ciò che di reale esiste,
in un mondo che metafisico rimane:
sol sguardo e mente miste
tener nel globo di varie frane.


A MARIA RITA

Nel silenzio del giorno oscuro
si apre il gelsomino guardando al cielo,
pensando al fantastico futuro
osservando le stelle del maestoso velo.

Sono di un angelo questi occhi
che si perdono nella realtà confusa,
avvolti da tutti quei piccoli fiocchi
che d'un dono han la scatola chiusa.

In umana sorte siam semi della natura,
tra pensieri, ragioni e sorti confinate,
nell'occulta società ora abbandonate
nella speranza della vita futura:

siam qui, soli nel tramonto del sole,
soli nel crepuscolo dell'esser essenza,
di questa terra esser solo una presenza:
è difficile come far vivere le viole

in un manto di sassi e di aridità.
E' il mondo: ma tu sei come un ruscello
che calma il mio fuoco nella società:
splendida luce, candido acquerello:

sei tu l'immago della spietata ragione,
sei tu l'immago della pura esistenza...
come il gelsomino osservi l'alta presenza:
nella speranza d'un fantastico futuro.

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